Lunaredhell

Giulia. Ragazza ventunenne sensibile e sognatrice, un po' ingenua, studentessa a Torino all'Università di Scienze Biologiche, frequentante il curricola di Biologia Vegetale. Mente un po' complessata, frutto dei perenni sogni (a occhi chiusi o aperti, non importa) e del troppo tempo libero che impiego leggendo e pensando. Innamorata dell'Amore perfetto, alla ricerca spasmodica dell'artista per eccellenza, allegra quando c'è da essere felici, triste quando le giornate si fanno perennemente grigie. Paranoica fino all'ossessivo, tendente al razionale, ma prigioniera del cuore. Musica&Birra-dipendente, con tanta voglia di divertirsi e volare leggera, senza legami perenni, né promesse da mantenere. Persona divisa da più sfaccettature completamente diverse, confini netti che non segnano una sola personalità distiguibile.

Venice

Venezia. Perchè sono tornata da questa città con qualcosa dentro di immenso. Perchè mi ha dato tanto. Perchè forse nel sangue ho davvero qualcosa che mi rimanda a vagare tra i campielli, scorgendo qualche piccolo scorcio di silenzio.

Stavo sul ponte poco tempo fa nella bruma notte. Di lontano giungeva un canto: gocce dorate scorrevano sulla superficie tremante. Gondole, luci, musica – ebbre si perdevano nel crepuscolo. La mia anima, un suono di violino, a sé cantava, toccata da dita invisibili, segretamente, un canto di gondolieri, tremando di felicità multicolore. L’ha udita qualcuno…?
(Friederich Nietzsche)

On air

Apocalyptica - Farewell

Questo è il pezzo che più adoro. Quello delle emozioni. Non c'è altro da aggiungere.

Love

Amo la musica, senza la quale non potrei passare una giornata, in particolare gli Apocalyptica, gruppo che ha aperto una nuova era nella mia vita, coloro che segnano, coi loro pezzi, i momenti più belli della mia vita e, perchè no?, fanno da sfondo anche a quelli più brutti. Amo l'amore, sogno di incontrare il Nobu dell'occasione, il principe azzurro di tutte le fiabe. Amo leggere, nutrirmi di sensazioni altrui e scoprirle anche un po' mie, ci sono libri che non mi lasciano nulla, libri che mi lasciano qualcosa e libri che sento totalmente miei, come "Il libro dell'inquietudine" di F. Pessoa e "Il notturno" di G. D'Annunzio. Amo le poesie e i versi in generale, come le parole delle canzoni o le piccole nenie goticheggianti. Adoro Perttu, la mia Morte, e averlo visto due volte non ha fatto che aumentare la mia mania per lui. Adoro Nana, il manga, l'anime, ma anche la Fede, diavolessa tentatrice, che mi ha fatto conoscere questo mondo di Ai Yazawa. Amo le emozioni e le sensazioni, uniche valvole che vale la pena di vivere a fondo, nettare dell'anima, che scaturiscono da dentro e risultano troppo spesso troppo difficili da mettere per iscritto. Amo i paesaggi incantati, le radure verdastri, le paludi acquitrinose, i castelli tra la nebbia, i campi grigi d'autunno, i girasoli in estate, le vallate verdi e azzurre, il manto candido della neve, lo scintillio delle onde al largo, i piccoli borghi medioevali, gli scorci nascosti. Amo quasi tutti gli animali, mi affeziono facilmente a loro e adoro in particolare le mie due gattine Lennia e Noisette, per cui ho un attaccamento quasi morboso, cercandole di tanto in tanto per coccolarle e giocare. Adoro le piante strane, i gingko biloba o i gigli martogone, i piccoli fiori come mughetti o bucaneve, il loto, fiore dell'oblio che prospera negli stagni della mia mente, le azalee e i rododendri, rigogliosi nei giardini di Lunaredhel. Amo divertirmi, uscire, andare a feste, a patto che ci siano poche persone irritanti, cosa che non accade mai, purtroppo. Amo Torino, magica e misteriosa, esoterica e alchemica, con le sue piazze lastricate e i palazzi liberty, i piccoli negozietti nascosti, il cielo terso col vento e la guglia della Mole. Adoro il gotico romantico, dai vestiti ai disegni di Victoria Frances ai racconti dell'Ottocento. Amo il pianoforte, specie se suonato in una chiesetta sconsacrata, col suo riverbero macabro; e amo i violoncelli, dal suono straziante e dalla forma sinuosa. Adoro le persone un po' riservate, che non hanno bisogno di tutta l'attenzione di tutti, che rimangono un po' in disparte e per questo acquistano molta più curiosità ai miei occhi.

Hate

Odio questo mondo ipocrita e incoerente, abitato da persone che si fanno solo i fatti loro, dopo aver dispensato tante belle parole. Odio i (falsi) buonisti delle varie associazioni sociali. Detesto le persone iper-vittime, che si crogiolano nel loro dolore, senza voler rendersi conto della fortuna che hanno attorno. Odio le persone che urlano, che necessitano perenemmente di essere al centro dell'attenzione. Odio coloro che devono essere per forza amici di tutti e qui potrei aprire una parentesi immensa. Odio i complimenti, perchè mi sanno sempre di falsi. Odio il fatto che le persone non si comportano mai come vorresti ("anche se piangi..o gridi..o ti aggrappi a loro."). Odio essere presa in giro in maniera sottile e subdola, quando non si capisce se è uno scherzo o meno. Odio chi ha tutto pur senza meritarselo, la Reira di turno, insomma. Odio non avere la mia libertà e non essere il più possibile indipendente. Odio la moda emo, nata da un'innocua schiera di bands locali e sfociata in masse di ragazzine/i depressi, che si tagliano, che si credono tanto alternativi, quando invece sono solo dei buffoni (e comunque un emo che non si suicida è un poser..). Odio le discoteche, con i loro suoni martellanti e la droga che gira (chissà perchè ai festival rock ci sono controlli ovunque, i sabati sera fuori dalla discoteca spacciano e non beccano mai nessuno...). Odio la droga, arma devastatrice per suicidi dell'anima. Odio chi non rispetta la dignità degli animali e i diritti dell'uomo. Odio la Chiesa che vuole imporre il suo credo anche in faccende che non la riguardano (come possono parlare di aborto loro che non avranno mai figli?). Odio l'ingiustizia e i privilegi.

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Credits

Template by © Lunaredhel

Image by myself ~ San Marco, Venezia
Words: "Passover" by Joy Division

 

Bambola


Rumori sconnessi, di unghie che strappano la carta da parati, fusa di gatti acciambellati; lo scroscio improvviso di pioggia amara, dense gocce che accarezzano palpebre leggermente socchiuse. Ciglia che s’imperlano, si specchiano e sbattono, scrollandosi di dosso il peso della purezza. Ancora unghie sanguinanti che si spezzano, strisce macchiate di carta sul pavimento. M’ama. Non m’ama. M’ama. Non m’ama. Dolce cantilena, a far da sottofondo, voce di bimba, acuta e gioiosa, mentre sorride divertita ad ogni strappo sulla parete.

-          Piccola, non lasciare quella bambola per terra.

Porcellana bianca e splendente, sotto la luce della Luna, piccolo capolavoro dalle labbra rosse e la veste candida. Piccole mani di bimba a raccoglierla e sistemarle i vestiti, una piccola spazzola per curare i boccoli biondi. E la stessa cantilena, ad ogni colpo, sempre più violento, ciocche che si perdono tra le pieghe del piumino spesso, nascosto da ampie tende scure. E poi, ghignando, la botta sulla fragile tempia, l’occhio rimane aperto, storto e irrimediabilmente deforme. Una risata cristallina, prima di ricominciare. M’ama. Non m’ama. M’ama. Non m’ama.

E ancora unghie sulla parete, ancora gatti assopiti; piccola bambola consumata e sanguinante. Poi piccoli passettini di bimba sulla morbida moquette. L’uscio aperto piano piano, un triangolo di luce sulla camera, una piccola figura che si staglia nera sul corridoio. E un braccio teso, un corpo esanime, le labbra pittate di rosso, una veste candida e lunghi riccioli biondi. Perfetta come una bambola, se non per la ferita sulla tempia. Copioso, il sangue si riversa sul vestito bianco, ancora caldo. Un occhio aperto, ghiacciato.

                -Adesso mi ami, mamma…?

 




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Categories: schizzo
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Decadence


Villa Castelnuovo. Un piccolo paese sopra Preparetto, vicino a Castellamonte, in provincia di Torino. Una villa degli ultimi anni del diciannovesimo secolo, appartenuta a Costantino Nigra. E ora lasciata all'abbandono, in questo stato. E io che mi chiedo come si possa lasciare una costruzione simile in balia della natura.

Ecco un paio di scatti, tanto per rendervi l'idea di che posto meraviglioso sarebbe.2008_03200011

Qualche interno...

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Qualche esterno...

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Infine, la mia parte preferita, dove piazzerei un tavolino di ferro battuto berrei il thè in compagnia degli spettri...

2008_03200076




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Categories: foto, palazzo
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Petizione..


Non voglio dire nulla...ho le lacrime agli occhi per lo schifo che provo...

Qui potete avere qualche informazione in più:

http://logorromins.splinder.com/post/16321168

 




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Categories: disgusto
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Maschera..


Mask2Ingannatrice e fittizia, offri ruoli perfetti in cambio di anime perse. Ma è dietro le lacrime del tuo sorriso che risplendono albe corrotte. Cieli neri solcati da onde impetuose, che celano raffiche di emozioni scomode, che si agitano al vento come falene difettose. Sapevo che sarei caduta nella tua rete tentatrice, trasformandomi piano piano in un essere sempre più diverso e ramificato. E ora mi chiedo se a vivere sono davvero io o se sei semplicemente tu, mia Maschera dagli aspetti più disparati, che ti diverti ad assumere via via sembianze diverse, giocando tetramente col mio corpo. Sempre più stretta, avvinghiata da lacci emostatici, risucchiando la linfa delle tue vittime, corrodi e trasformi perle argentee in laghi neri senza fondo, che come immensi pozzi scivolano verso il nulla.




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Categories: foto, schizzo
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InfernoTerra


Cercando inutili parole per poter riempire pagine vuote con le sensazioni nascoste tra le piaghe di un cuore morente, vagavo per selve aride, dagli inutili confini. Il deserto brulicava sotto il sole cocente, creando false ombre e onde di sabbia. Non pensavo di essere ancora viva; credevo piuttosto di essere nel mio Regno dei Morti personale, a scontare la pena inflittami. Fu solo dopo molto tempo che mi resi conto che in realtà quell’Inferno altro non era se non la vita stessa, che mi rendeva ancora vittima ed egoisticamente sofferente. E quando ormai la tanto agoniata fine si preannunciava sempre più vicina, ecco sopraggiungere una carovana, con 5 dromedari e un uomo coperto completamente da un manto nero. Con lui attraversai miglia e miglia di sconfinata sabbia, patendo il sole di giorno e scaldandomi di fronte ad un falò la notte, servendomi di acqua e viveri, che non avevo con me. Poi un mattino aprii gli occhi prima che il sole potesse innalzarsi da dietro le dune. Il cielo era terso, già chiaro, mentre una luce bianca quasi accecante si perdeva illimitata, rischiarando il nulla. Guardai l’orizzonte e mi parve di scorgervi il luccichio del mare. Mi voltai a fissare quel principe delle tenebre che mi aveva accompagnata finora, mentre ancora dormiva perso tra i suoi sogni. Fu allora che presi la mia decisione. Raccolsi la piccola borsa che avevo con me, frugai tra gli averi dell’uomo e raccolsi due borracce piene d’acqua e iniziai ad incamminarmi verso l’orizzonte, sicura che ormai non potevo più dividere la mia vita con un viandante. Ora mi trovo nuovamente sola, in questo deserto infinito, sognando il luccichio lontano di un mare forse mai esistito se non nella mia mente. Chissà se un giorno potrò finalmente respirare l’aria umida e salata, guardando il sole rosso scomparire tra le onde…?

P.S. Volevo ringraziare Leliel per l'adesivo della farfalla con le parole degli Apocalyptica!!! Bellissimo!!! ^^




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Categories: ricordi, due parole, novità
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